Collana

Studi & Ricerche per lo Sviluppo del Territorio

Direttore: Prof. Gianni Riccamboni
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Selena GRIMALDI e Gianni RICCAMBONI, La classe politica regionale. Il Veneto., Padova, PUP, 2018

Il libro presenta una dettagliata, inedita ed esaustiva analisi della classe politica regionale del Veneto, dall’avvio dell’esperienza regionale (1970) alle ultime elezioni regionali del 2015. La ricerca ricostruisce il profilo complessivo della classe politica regionale, distinguendo tre periodi che segnano tre fasi specifiche nella costruzione del ceto politico veneto: la prima fase (1970-1990) caratterizzata dal predominio della DC, seguita da una legislatura di transizione (1990-1995) e da una seconda fase (1995-2015) dove hanno predominato i partiti di centro-destra, prima Forza Italia e poi Lega Nord. Lo studio consente di valutare quanto siano cambiati, dalla prima alla seconda fase dell’esperienza regionale, i percorsi di carriera dei consiglieri regionali, e permette di capire il diverso peso dei partiti nel forgiare la classe politica veneta. Ma anche di valutare quanto sia cresciuto, e in quali termini specifici, il processo di personalizzazione della politica, e, in esso, il peso dei leader politici, nel passaggio dal “partito di massa” al “partito dei capi”. La ricerca dimostra che a partire dagli anni Novanta sia il processo di regionalizzazione che il cambiamento del sistema dei partiti hanno avuto un profondo impatto sulla classe politica regionale veneta.

Patrizia MESSINA et Al., Politiche e istituzioni per lo sviluppo del territorio: il caso del Veneto, PUP, 2016.

Nel contesto dell’economia globale gli assetti istituzionali del governo del territorio assumono una crescente rilevanza per la competitività regionale. In questo nuovo scenario, quali devono essere i cambiamenti più adeguati delle forme di regolazione politica e delle istituzioni di governo di un territorio divenuto fluido? Come superare le rigidità e i limiti imposti dai confini amministrativi tradizionali? Come innovare le regole della rappresentanza politica che legittimano le istituzioni democratiche di governo, basate ancora sul principio della stanzialità, come la residenza? La ricerca affronta questi temi partendo dall’analisi di un caso studio emblematico, come quello del Veneto, considerato fino a qualche anno fa un “motore dello sviluppo” del sistema produttivo nazionale, che oggi mostra evidenti segni di difficoltà, con una chiara domanda politica di innovazione istituzionale ma anche forti resistenze al cambiamento che ne riducono la capacità attrattiva. Obiettivo della ricerca è fornire una lettura integrata delle trasformazioni in atto, alla luce delle politiche europee per lo sviluppo regionale.

Francesco JORI e Gianni RICCAMBONI (a cura di), C’era una volta il Nordest. Giorgio Lago, vent’anni di giornalismo “Razza Piave”, PUP, 2015

“Razza Piave”. È un’immagine che a Giorgio Lago era particolarmente cara, perché egli stesso vi si identificava: per storia personale e professionale al tempo stesso. A dieci anni dalla sua scomparsa, l’associazione di amici intitolata al suo nome ha ritenuto di offrire un particolare contributo a tenerne viva la memoria, con un libro che raccogliesse un’ampia selezione dei tanti editoriali da lui scritti nei vent’anni che l’hanno visto prima alla direzione de “Il Gazzettino”, quindi editorialista di “La Repubblica” e dei quotidiani locali del gruppo “L’Espresso”.

Silvia BOLGHERINI e Patrizia MESSINA (a cura di), Oltre le province. Enti intermedi in Italia e in Europa, PUP, 2014

Come sta cambiando il governo locale in Europa? Come si stanno affrontando nei vari paesi europei le sfide che arrivano dalla globalizzazione dell’economia e dalla governance europea multilivello? Negli ultimi anni la crisi economica e le politiche di spending review stanno inducendo i governi nazionali a promuovere riforme istituzionali che mirano, da un lato, a semplificare i livelli intermedi di governo come le province e, dall’altro, a potenziare il ruolo degli enti locali in forma aggregata. Si tratta di una serie di riforme destinate a cambiare profondamente l’assetto istituzionale del governo del territorio, a cominciare dal livello comunale. Ma si tratta anche di una finestra di opportunità per gli enti locali per poter sviluppare maggiori capacità di gestione politico-amministrativa, sia nei rispettivi paesi sia a livello comunitario.

Patrizia MESSINA, Modi di regolazione dello sviluppo locale. Una comparazione per contesti di Veneto ed Emilia Romagna, Padova, PUP 2012

Modi di Regolazione dello Sviluppo Locale è un risultato prezioso. Con la sua affascinante analisi comparata di due regioni della ‘Terza Italia’, Patrizia Messina va oltre i due casi studio e offre degli strumenti metodologici per leggere e interpretare le dinamiche dello sviluppo dei sistemi locali e delle politiche pubbliche in ambito urbano e regionale, anche in contesti di più ampia portata quali le city regions.
La nuova edizione della ricerca comparata per contesti regionali del Veneto e dell’Emilia Romagna, a dieci anni di distanza dalla prima, presenta nuovi interessanti approfondimenti relativi all’approccio dei modi di regolazione come chiave di lettura per analizzare le diverse capacità dei contesti regionali di rispondere alle medesime sfide che giungono dai processi di globalizzazione ed europeizzazione. Come possono i governi locali e regionali mediare l’impatto prorompente che l’economia globalizzata ha sulle istanze dei territori? Come possono gli Enti locali promuovere la competitività e l’innovazione regionale? In altre parole, quali approcci possono utilizzare le istituzioni per governare i processi di governance territoriale? Modi di regolazione dello sviluppo locale ci aiuta a rispondere a tutti questi interrogativi. Nelle sue risposte Patrizia Messina spiega in modo convincente perché sia importante considerare il contesto (place matters) nel definire strategie di regolazione dello sviluppo locale e ci mostra quanto le istituzioni politiche locali e regionali siano attori chiave nella produzione di tipi diversi di beni collettivi per la competitività, correlati ai modi di regolazione dello sviluppo locale di specifiche comunità regionali» (Paoul Kantor, Presentazione del volume).

Patrizia Messina (a cura di), Innovare la tradizione. Europeizzazione e governance regionale: il caso del Veneto a confronto, Padova, Cleup, 2011

Il processo di europeizzazione delle Regioni italiane, da sempre caratterizzate da localismi forti e regionalità deboli, costituisce una interessante novità che sta sfidando tutti i governi regionali, i quali rispondono alla sfida a partire dalle diverse dotazioni culturali e istituzionali di cui dispongono. Il ruolo di intermediario assegnato alle Regioni tra i livelli locali ed europeo sta facendo rilevare infatti una inedita domanda politica di coordinamento regionale, insieme alla evidente difficoltà delle Regioni di assicurare una efficace azione di coordinamento a sostegno dello sviluppo dei territori. Questa difficoltà è tanto maggiore quanto più la funzione di coordinamento politico regionale è estranea al modo di regolazione dello sviluppo locale di quelle Regioni che, come nel caso del Veneto, hanno finora confidato prevalentemente nei meccanismi di regolazione del mercato su basi locali e comunitarie.

La pubblicazione del volume è stata finanziata con il contributo del Consiglio regionale del Veneto.

Patrizia Messina (a cura di), L’associazionismo intercomunale. Politiche e interventi delle Regioni italiane. Il caso del Veneto, Padova, Cleup, 2009

La ricerca approfondisce le problematiche connesse alle forme associative tra Comuni, soprattutto di piccole dimensioni, nel caso italiano, con particolare riferimento a caso del Veneto e nella prospettiva europea multilivello. Tali forme di aggregazione possono essere efficacemente definite come esempi di reti intercomunali: un concetto che consente di spostare l’accento più sulla flessibilità e funzionalità delle relazioni tra gli attori, che sulla staticità e rigidità della singola struttura organizzativa (ente locale), distinguendo così diversi tipi di aggregazioni comunali (monocentriche, come le città metropolitane; policentriche, come le Unioni di comuni) e, al tempo stesso, analizzando con una chiave di lettura più adeguata le diverse strategie di aggregazione comunale (consorzi, convenzioni, unioni di comuni, comunità montane) rilevandone punti forza e di debolezza.
Progettare e incentivare la costruzione di reti di tipo policentrico, come sono per esempio le Unioni di Comuni, significa in primo luogo riconoscere la pari dignità di tutti gli enti e dei territori partecipanti come nodi della rete e, in secondo luogo, riconoscere e sostenere una forma di governo delle interdipendenze funzionali, che è il presupposto sia della gestione unitaria dei servizi di area omogenea che della pianificazione strategica di area vasta (di tipo funzionale), attraverso lo strumento della concertazione e co-decisione fra gli enti locali su base tendenzialmente paritetica. È questo un passo decisivo verso la pratica del federalismo funzionale.
La pubblicazione del volume è stata finanziata con il contributo della Regione del Veneto – Direzione Enti Locali.